IBM launches a quantum computer as a cloud service

IBM launches a quantum computer as a cloud service

Every current computer, tablet or smartphone uses processors. They may have different architectures, but they all share the fact they’re made with silicon. Data is processed as a series of 0 and 1, corresponding to off and on states of tiny transistors inside the chips. To give you an idea of how small these transistors are, inside a modern day chip there can be billions of them. That’s how binary computers work, through the bit, but today IBM made a quantum computer available through the web as a cloud service to give a taste of its power to the public… and it’s not quite your average consumer device.

What’s a quantum computer then? They are based on the theory of quantum mechanics and was first proposed by Richard Feynman in 1982, when the modern computer era was just at the beginning. They still use silicon, but rather than using the bit they use a different unit, the qubit, that’s not limited by being off or on like silicon chip’s transistors. This opens up extreme potential for crunching numbers faster than a traditional computer can possibly do. Last December Google declared that its own quantum computer, under certain workloads can be up to 100 million times faster than a traditional computer. Such power would be extremely helpful in the medical research to find cure for diseases like cancer.

The quantum computer itself is located in the IBM’s research center of Yorktown Heights in NY, where its kept at near absolute zero temperature (-273°C) in order for the quantum activity to take place.

The IBM Quantum Experience is gated behind an invitation form and eventually waiting for your turn. Being virtually open to anyone, people can test algorithms against the quantum computer and see the result by themselves, while contributing to testing this breakthrough machine capabilities.


In Italiano

Tutti i computer, tablet o smartphone usano dei processori. Possono avere diverse architetture, ma tutti quanti sono realizzati a partire dal silicone. Essi processano i dati come una serie di 0 e 1, corrispondenti a stati di acceso e spento, in base al passaggio di corrente, dei microscopici transistor contenuti al loro interno. Per dare un’idea di quanto siano piccoli suddetti transistor, all’interno di un chip moderno se ne trovano a miliardi. Così è come lavorano i computer binari, con il bit, ma oggi IBM ha reso disponibile un computer quantico tramite il web come servizio cloud per dare un assaggio della sua potenza al pubblico… e no, non si tratta di un semplice supercomputer.

Cos’è un computer quantico? Sono basati sulla teoria della meccanica quantistica e la loro esistenza fu concepita per la prima volta da Richard Feynman nel 1982 (due anni prima dell’introduzione del Macintosh di Apple!), quando l’era dei computer moderni era solo agli albori. Usano sempre il silicone, ma invece di impiegare il bit utilizzano una unità diversa, il qubit, non soggetto al mero comportamento, nonché limitazione in questo caso, di spento o acceso dei transistor. Ciò apre un potenziale enorme per elaborare dati in maniera estremamente più veloce di quanto possa mai fare un computer tradizionale. Il dicembre scorso Google ha reso pubblici dei dati sul suo computer quantico di recente costruzione, il D-Wave, asserendo che in certi carichi di lavoro è fino a 100 milioni di volte più rapido di un computer attuale. Le applicazioni di una simile potenza di calcolo sarebbe determinante in modo particolare nell’ambito medico per l’elaborazioni di cure, per esempio contro il cancro.

Il computer quantico in se si trova al centro di ricerca IBM di Yorktown Heights a NY, dove è tenuto a temperature prossime allo zero assoluto (-273°C), requisito perché avvenga l’attività quantica. L’IBM Quantum Experience è accessibile dietro un sistema di inviti, attendendo eventualmente il proprio turno. Essendo aperto virtualmente a tutti, è possibile testarvi una moltitudine algoritmi per poi vederne i risultati, contribuendo allo stesso tempo a testare le potenzialità di una macchina tanto potente quanto rivoluzionaria.

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