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The Apple vs FBI opens up again as the latter requests again the tech giant to unlock another iPhone

The last debate regarding the San Bernardino killer’s iPhone 5C has been closed just hours before the beginning of the legal trial. The FBI had claimed to have found a way to unlock the phone even without the help of Apple through third parties. We still don’t know how it did happen, although some suggest a technique called NAND mirroring, but soon after the FBI closed the case and seemingly ended it there.
Turns out that whatever technique they used to decrypt the locked iPhone 5C is not universal for every other iPhone. After having arrested a drug dealer in New York, thus sequestrating his newer iPhone, they found out it could not be accessed at all.

As FBI has claimed, they have a way to unlock iPhones that are older than the iPhone 5 (included). Up from the 5s the security measures in place are too good to overcome (should be noted that when Apple transitioned from the 5 to 5s, the CPU architecture moved from 32 bit to 64 bit).

The two month old debate opens up again as Apple fights refusing to develop a custom version of the iOS operative system, which would be made for exploiting their own devices for government purposes, while at the same time asking precisely how the iPhone 5C had been unlocked. Privacy has always been a major concern for Apple; for Tim Cook creating the software the FBI wants could open up a vase of Pandora that could never be closed. There would be no absolute control over it to ensure it is used legitimately and, as a result, it’d be a government’s attempt to overreach their control over the citizen. While their intentions may be noble, there are lines that should not be crossed. Our freedom ends when somebody’s else freedom starts; if we cannot keep something just for ourselves without the State potentially getting in the mid of it, we would no longer live in a free country.


In Italiano

L’ultimo dibattito sullo sblocco dell’iPhone 5S del killer di San Bernardino è stato chiuso a poche ore di distanza dall’inizio del processo. L’FBI aveva dichiarato di aver trovato un modo per sbloccare il cellulare anche senza l’aiuto di Apple tramite terze parti. Non sappiamo con precisione come sia stato possibile, anche se alcuni suggeriscono l’uso della tecnica di NAND mirroring, ma dopo poco l’FBI ha chiuso il caso che sembrava giungere al termine.

Di recente è emerso che qualunque sia la tecnica utilizzata per decrittare l’iPhone 5C non si applica a tutti i modello. Dopo aver arrestato uno spacciatore di droga a New York, sequestrandogli il suo iPhone, l’FBI ha scoperto di non potervi nuovamente accedere. Stando a quanto dichiarato, hanno un modo per sbloccare gli iPhone più vecchi, dal 5 in giù. Dal 5s in poi sembra che le misure di sicurezza messe in atto sono troppo forti da aggirare (va fatto notare che quando Apple è passata da 5 a 5s, l’architettura della CPU è passata da 32 a 64 bit).

Apple continua quindi a opporsi allo sviluppo di una versione del sistema operativo iOS volutamente accessibile da parte del governo, chiedendo al contempo quale sia stato il metodo che ha portato allo sblocco del 5C. La privacy d’altronde è sempre stata una grande preoccupazione per Apple; per Tim Cook la creazione di tale software aprirebbe un vaso di Pandora che non potrebbe mai essere chiuso. Non ci sarebbe assolutamente nessun controllo su di esso per garantire che sia utilizzato legittimamente e, di conseguenza, sarebbe un tentativo del governo americano di espandere il proprio controllo sui cittadini. Anche se le loro intenzioni paiono essere nobili, ci sono dei limiti che non vanno oltrepassati. La nostra libertà finisce dove inizia quella degli altri; se non possiamo tenere qualcosa per noi senza che il governo abbia la capacità di mettersi in mezzo, non vivremmo più in uno Stato libero.

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