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The iPhone 6S’ 2GB of RAM do wonders compared to previous generations

As a rule of thumb, nowadays any computer should be fitted with at least 8GB of RAM to ensure a smooth experience as it gets older. Smartphones on the other side are much smaller and less powerful than a fully fledged computer: as a result, they don’t need as much power.

Anyway, up until the iPhone 6, all the iterations of iPhone lineup did never go beyond the 1 GB of RAM. The 4S, which is currently the oldest supported iPhone to date, has 512 MB which are hardly enough to carry the burden of the newest iOS. The iPhone 6S and 6S Plus truly changed everything that’s inside the device: 3D Touch, 4K video recording, faster performance, you name them… RAM included.

What Apple doesn’t tell you explicitly is that the new generation of iPhones comes equipped with 2 GB of RAM. At a glance it may not sound a big news… it’s not even listed in technical specs! What’s a RAM anyway? For those of you who may need a quick brush up, the Random Access Memory are memory banks in which is saved the operative system and currently running application(s) data. The more the RAM, the more the data it can handle before having to dump it, and in this case it’s a huge step forward.

As you’ll see in the video the older iPhone 6, once that it has opened a lot of tabs in the background, will rush to reload them as the user goes back viewing them. On the other side the iPhone 6S won’t, as the RAM is enough to hold all the data needed by Safari to keep those pages loaded on the device. Now imagine how much the 4S, third-gen iPad and first-gen iPad mini have to suffer with only 512 MB of RAM, while still being able to run the latest release of iOS, although with limitations. Even if it looks like that they run an half-baked version of iOS 9, as they don’t support all the announced features, it’s just due to hardware limitations. That’s also why, as the time goes by, you get to the point where “upgrading” isn’t wiser than sticking with your current release.


In Italiano

Come regola di fondo, i computer di oggi dovrebbero avere 8 GB di RAM per assicurarsi un buon invecchiamento col tempo. Gli smartphone d’altro canto sono molto più piccoli e meno potenti rispetto a un computer degno di questo nome: di conseguenza, non hanno bisogno della stessa potenza.

Tuttavia, fino all’iPhone 6, tutte le iterazioni della linea degli iPhone non sono mai andate oltre l’1GB di RAM. Il 4S, che è attualmente il più vecchio modello supportato, ha 512 MB di RAM che sono difficilmente sufficienti a sostenere il peso dell’iOS più recente. Gli iPhone 6S e 6S Plus hanno veramente cambiato tutto ciò che si trova all’interno del dispositivo: 3D Touch, registrazione video in 4K, performance migliori, di tutto… RAM inclusa.

Quello che Apple non vi dice esplicitamente è che la nuova generazione di iPhone è dotata di 2 GB di RAM. A colpo d’occhio potrebbe non sembrare una notizia di rilievo… non è nemmeno elencata nelle specifiche tecniche! Ma cos’è poi una RAM? Per coloro che necessitano di una rispolverata, la Random Access Memory è un banco di memoria in cui sono salvati i dati del sistema operativo e delle applicazioni in esecuzione. Più è la RAM, maggiori sono i dati che può salvare prima di doverli eliminare, e in questo caso si tratta di un grande passo in avanti.

Come vedrete nel video l’iPhone 6, una volta che ha aperto numerose pagine in background, si affretterà a ricaricarle ogni volta che l’utente ritorna indietro per visionarle. Non è così invece per il 6S, in quanto la RAM è sufficiente per mantenerle in memoria. Ora immaginatevi come un iPhone 4S, un iPad di terza generazione o un iPad mini di prima generazione deve “soffrire” con soli 512 MB di RAM, nonostante siano tutti e tre capaci di far girare iOS 9, seppur con delle limitazioni. Anche se vi sembra che questi girino una versione incompleta del sistema operativo, in quanto non supportano tutte le funzionalità annunciate, è tutto dovuto alle limitazioni hardware. Questo è anche uno dei motivi per cui, con il passare del tempo, si arriva al punto in cui “aggiornare” non porta nessun apparente beneficio rispetto al rimanere con una release più vecchia.

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