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Il grande sciopero della Rete

In attesa della discussione del 24 gennaio, la NetCoalition sta cercando di appoggiare una revisione legislativa che punirebbe i siti stranieri che commettono atti di pirateria, ma la questione è molto più seria.

In pratica, se il Sopa (Stop Online Piract Act) approverà questa legislazione non solo verranno colpiti i siti accusati di pirateria, ma anche quelli che condividono uno qualsiasi di questi contenuti, che andrebbe quindi a colpire i social network come Facebook, Youtube e Google. Una volta notificata un’ordinanza contro il sito il procuratore USA può letteralmente far chiudere i battenti al sito in questione (Immaginatevi Facebook chiuso…)

A causa di ciò è stato dichiarato un blocco generale il 18 gennaio 2012 per 12 ore di fila di molti siti Web che sono contrari a questa legislazione. Per fare un esempio ci sono TwitPic (hosting foto di Twitter), Minecraft, Mozilla e Reddit. Anche il gruppo di hacker Anonymous ha annunciato che aderirà all’iniziativa e, infine, Wikipedia.

Questo atto minerebbe però alle stesse fondamenta della Rete, visto che i siti oggi esistono secondo la loro libera esistenza e la condivisione di contenuti. Dando alle autorità un simile potere censorio costringerebbe loro a filtrare i contenuti in modo radicale e impedire agli utenti di condividere dei contenuti che potrebbero infrangere questa legislazione. In più, il Sopa potrebbe non risolvere nulla con questo, dal momento che i pirati avrebbero sempre delle vie di fuga per riuscire nei loro intenti.

Con un comunicato della Casa Bianca ci viene data una risposta chiara e limpida a questo dilemma:

 “ Anche se crediamo che la pirateria online perpetrata da siti stranieri sia un problema serio, che richiede una serie risposta legislativa, non supporteremo una legge che riduce la libertà di espressione, aumenta i rischi per la cybersicurezza, o che mini la dinamicità e l’innovazione della Rete globale […] Non è solo una questione legislativa. Invitiamo tutte le parti in causa, inclusi sia i creatori di contenuti che gli Internet platform provider, lavorino in concerto per adottare misure volontarie e pratiche atte a ridurre la pirateria online.”

La pirateria è si un problema serio, ma ci devono andare di mezzo tutti (o almeno in parte)?

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