Archive | December 2011

Wind con iPhone 4S

Dopo che alcuni utenti hanno riscontrato gravi problemi con la ricezione del segnale e l’impossibilità di chiamare e di navigare su Internet. Questo perché Wind non è tra i partner ufficiali con Apple. È stato quindi rilasciato una aggiornamento minore che avrebbe dovuto risolvere i problemi, anche se ha funzionato solo per alcuni utenti. Ecco quindi una breve guida che potrebbe aiutarvi a risolvere il problema.

Seguite questi passaggi:

  • Eseguite il Backup dei contenuti e delle impostazioni del vostro iPhone 4S;
  • Collegate l’iPhone 4S al computer via iTunes, andate sulla pagina del device e cliccate sul tasto “Ripristina”;
  • Una volta che il processo è concluso, ripristinate i contenuti e le impostazioni dal vostro backup. iTunes vi guiderà in questa operazione: selezionate l’ultimo backup effettuate e andate avanti;
  • Per verificare che la procedura abbia funzionato, andate in Impostazioni/Generali/Info e verificate che la versione di iOS 5 sia la seguente: 5.0.1 (9A406), e non 5.0.1 (9A405).

Con questo dovrebbe funzionare.

Arrivano tempi duri per Dropbox

Il famoso servizio di archiviazione online Dropbox favorito da utenti Mac, Pc e Linux è a rischio. Ma da chi esattamente? Niente di meno che Apple con iCloud, ma andiamo con ordine.

Verso la fine del 2006 (poco prima della presentazione del primo iPhone), due amici Arash Ferdowsi e Drew Houston, crearono Dropbox, nato dall’esigenza di poter trasferire i propri file tra device diversi senza andare di matto. Infatti, dopo un breve periodo di sofferenza, cominciò a diffondersi rapidamente diventando quello che è oggi. I primi finanziamenti per sostenere il progetto della coppia li convinsero ad abbandonare gli studi e dopo soli 18 mesi Dropbox contava già 70 mila utenti, destinati a crescere in modo esponenziale fino ad arrivare a 25 milioni nell’arco di altri 15 mesi.

Circa tre anni dopo, il team di Dropbox riceve una telefonata dall’Apple Mobile Team, che chiedeva qualche informazione sulla loro piattaforma e, poco tempo dopo, vengono contattati dall’ex CEO di Apple.

Jobs propose logo l’acquisto in blocco di Dropbox da parte di Apple, ma i due si rifiutarono di venderlo, decisi a guidare da soli la loro società. Alla fine della discussione, Jobs si rivolge loro con testuali parole: “You are a feauture, not a product” che tradotto in italiano viene “Voi siete un servizio, non un prodotto”.

Adesso, tornando a noi, la minaccia arriva dai colossi del settore quando Apple sfodera iCloud, Google presenta Drive e Microsoft invece da una rispolverata a SkyDrive. Infatti, dopo aver conosciuto i tempi d’oro, arrivano nuovamente le difficoltà, in cui Dropbox non può competere, nonostante i 250 milioni di dollari ricevuti questo ottobre.

Arriva la Playstation Vita

Da poco è stata lanciata la Playstation Vita, che si presenta come il successore della PSP.

La PS Vita si presenta con uno schermo OLED touch screen, due leve analogiche, due fotocamere (anteriore e posteriore, quest’ultima potrà essere usata anche per applicazioni di realtà aumentata, oltre che per fotografie e video), GPS, Wi-Fi, sensore di movimento e, soprattutto, un ulteriore pannello touch posto sul retro della macchina. Da noi arriverà il 22 febbraio, a 252,99 euro. Se volete la versione 3G, il costo aumenta a 302,99 euro.

La console sarà compatibile con Playstation Suite, piattaforma online per sistema operativo Android per i giochi “certificati” Playstation. Rispetto al rivale 3DS della Nintendo manca la possibilità di visualizzare immagini in tre dimensioni, questo perché, secondo Andrew House, risultati 3D avanzati si riescono a ottenere solo con gli occhiali, o almeno per adesso… 🙂

Attualmente per riuscire a assicurarsi un lancio in grande stile sono stati presentati la bellezza di 25 titoli acquistabili per poter fare subito una “fresh start”, uno di questi è Ridge Racer.

La PS Vita non è solo una console però. Infatti permette di collegarsi ad Internet, andare su Facebook e Twitter, Foursquare e anche Skype. Inoltre grazie alla localizzazione GPS si possono trovare altre console con cui giocare o semplicemente per scambiarsi qualche messaggio.

la Playstation Vita sarà disponibile per l’acquisto in Italia il 22 febbraio 2012.

Vulnerabilità nella tecnologia GSM

Oggi la Research Labs ha annunciato di aver trovato una grande vulnerabilità nella rete GSM utilizzata dai cellulari per effettuare le chiamate, che se sfruttata permetterebbe il controllo di milioni di cellulari per inviare messaggi e effettuare chiamate verso servizi a pagamento senza che l’utente se ne possa accorgere. L’annuncio proviene da Karsten Nohl, responsabile della Research Labs tedesca pèer poi essere diffusa da Reuters.

A causa di ciò non ha potuto presentare i dettagli della scoperta, ma ha dichiarato che i malintenzionati, visto l’incredibile guadagno che potrebbero ottenere, riuscirebbero a realizzare il codice necessario nel giro di poche settimane e in un sol colpo attaccare milioni di cellulari. Ad oggi infatti la tecnologia GSM è alla base dell’80% delle reti cellulari nel mondo.

Durante il suo intervento in occasione di una conferenza a Berlino sull’hacking, Nohl presenterà i risultati delle ricerche condotte su 32 operatori telefonici in 11 paesi, compresa l’Italia. Secondo gli studi gli operatori più sicuri sarebbero T-Mobile in Germania e SFR in Francia, mentre in Italia in ordine sono TIM, Vodafone e Wind. In generale però Nohl ha asserito che nessuno degli presi in esame ha un sufficiente livello di sicurezza.

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Apple multata di 900.000€ dall’antitrust

Notizia di poco fa, la Apple è stata multata dalla antitrust italiana riguardo alle norme di garanzia dei prodotti che vengono acquistati dalla casa di Cupertino. Infatti essa riconosceva soltanto 1 anno di garanzia sulle riparazioni hardware, mentre in Europa vige l’obbligo che il consumatore debba avere 2 anni di copertura minima sui beni che vengono acquistati.

nel dettaglio le pratiche che sono state definite “scorrette” (riportate da Mondo3) sono queste due:

  1. presso i propri punti vendita e/o sui siti internet apple.com e store.apple.com, sia al momento dell’acquisto che al momento della richiesta di assistenza, non informavano in modo adeguato i consumatori sui diritti di assistenza gratuita biennale previsti dal Codice del Consumoostacolando l’esercizio degli stessi e limitandosi a riconoscere la garanzia convenzionale del produttore di 1 anno;
  2. le informazioni date su natura, contenuto e durata dei servizi di assistenza aggiuntivi a pagamento AppleCare Protection Plan, unite ai mancati chiarimenti sull’esistenza della garanzia legale biennale, erano tali da indurre i consumatori a sottoscrivere un contratto aggiuntivo quando la ‘copertura’ del servizio a pagamento si sovrappone in parte alla garanzia legale gratuita prevista dal Codice del Consumo.

Per la prima violazione è stata sancita una multa di 400mila euro, mentre per la seconda 500mila.

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